Il Laccio d’Amore di Penna Sant’Andrea è uno dei gruppi folkloristici storici dell’Abruzzo, le cui origini risalgono agli inizi del secolo scorso. Attraverso la musica, la danza e i costumi della tradizione, il gruppo custodisce e tramanda un patrimonio culturale profondamente legato alla storia e all’identità del territorio abruzzese.
Nella sua forma attuale, lo spettacolo del Laccio d’Amore si articola in una successione di danze tradizionali, tutte accompagnate dal caratteristico suono del “ddù botte”, l’organetto diatonico tipico abruzzese. I diversi balli compongono un vero e proprio racconto in musica e danza, che ripercorre simbolicamente la vicenda amorosa di una giovane coppia: dal primo incontro al corteggiamento, dal fidanzamento fino al matrimonio.
L’esibizione si apre con la “zenna cuperte”, che rappresenta l’incontro tra i ragazzi e le fanciulle. Segue il Saltarello, vivace danza di coppia nella quale prende forma il rituale del corteggiamento: sorrisi, ammiccamenti e insistenti avances dei ragazzi si alternano ai rifiuti scherzosi delle ragazze, sottolineati da piccoli e civettuoli svolazzi delle gonne.
Dopo “lu trallallere”, è la volta di una festosa polka, che celebra il fidanzamento e accompagna idealmente i giovani verso una nuova tappa della loro storia.
Si giunge infine al momento più rappresentativo dell’intera esibizione: il Ballo del Laccio. Intorno a un palo, i danzatori intrecciano nastri di colori diversi dando vita a figure sempre più elaborate, simbolo dell’unione matrimoniale. Gli intrecci diventano progressivamente più complessi, quasi a rappresentare le difficoltà e le avversità che possono presentarsi nel corso della vita.
Ma, proprio come i nastri che continuano a intrecciarsi senza spezzarsi, il legame della coppia rimane saldo: un simbolo di amore, unione e fedeltà capace di resistere alle prove del tempo.
Il Laccio d’Amore non è quindi soltanto una danza, ma la rappresentazione di un antico rito popolare che, attraverso gesti, musica e colori, continua a raccontare una storia universale d’amore e a mantenere viva una delle espressioni più suggestive della tradizione folkloristica abruzzese.